Case Study PS5 Torino: Pasta Termica su Memorie e VRM, Scheda EDM-010
Case study M29 Tech: il metallo liquido non bastava. Rifatta la pasta termica su memorie e VRM di una PS5 EDM-010 che si spegneva, a Torino.
La PS5 che arriva in laboratorio: si spegneva, scaldava, faceva rumore
Il 9 settembre 2026 ci è arrivata sul banco una PS5 con lettore disco, una di quelle della prima infornata. Il cliente l’ha descritta con parole sue: si spegne da sola, scotta, e da qualche mese fa un rumore che prima non faceva. Nessun problema video, nessun messaggio strano a schermo, niente che indirizzi verso un guasto elettrico preciso. Solo una console che dopo un po’ di gioco decide di chiudere baracca. Con un quadro così si apre e si guarda, perché al telefono non si diagnostica niente.
Apertura e scudo dissipatore: cosa si vede prima di toccare l’APU
La prima foto di ogni smontaggio PS5 è quella dello stato di fatto, scattata prima di mettere mano a qualunque cosa. Qui lo scudo dissipatore PS5 e lo schermo EMI sono ancora al loro posto, e le viti hanno ancora la vernice di sigillo viola messa in fabbrica: la console non era mai stata aperta da nessuno.
La ventola centrifuga, a occhio, è pulita. È il punto che il cliente si aspetta di trovare intasato ed è quasi sempre quello messo meglio, anche perché è l’unico che una bomboletta d’aria compressa dall’esterno riesce in qualche modo a raggiungere. Fra le alette del dissipatore invece c’è lanugine ferma. Lo sportello dell’alloggiamento M.2 per l’SSD di espansione è aperto, e lo slot è vuoto.

Fin qui non c’è ancora niente che spieghi gli spegnimenti, solo qualche ipotesi da mettere da parte.
Polvere incrostata nel telaio alimentatore: dove il soffio non arriva
Poi si arriva al telaio dell’alimentatore, e lì la faccenda cambia. La zona a nido d’ape è occlusa da polvere infeltrita, compattata negli anni fino a diventare feltro vero e proprio, che chiude i fori uno per uno.
È l’evidenza più forte di tutto il set di foto. La polvere alimentatore PS5 sta in un punto che non si vede dall’esterno e non si sposta soffiando dalle griglie: quella polvere è già arrivata dove doveva arrivare e si è fermata contro una parete forata. Una pulizia interna PS5 che si fermi alla ventola lascia intatta proprio la parte che strozza il flusso.

Metallo liquido colato sulla cornice di spugna
Sull’APU il metallo liquido è colato di lato ed è finito sulla cornice di spugna che dovrebbe fargli da diga. Dopo quattro o cinque anni è uno scenario che vediamo con regolarità, e l’abbiamo già raccontato per esteso in il nostro case study sulla sostituzione del metallo liquido, dove trovi anche la procedura di rimozione e dosaggio. Quando la spugna cede del tutto si finisce nel capitolo successivo, quello del metallo liquido migrato e cortocircuito. Su questa console il metallo liquido l’abbiamo rifatto.

La pasta termica sui chip di memoria: la parte che quasi nessuno tocca
Sull’APU non finisce il sistema termico della PS5. La cold plate appoggia anche su una serie di chip attorno al processore, e su altri più in là verso lo slot di espansione, attraverso un compound termico PS5 steso a dosatore in fabbrica.
Sulle nostre foto se ne contano undici con il compound sopra. Otto stanno disposti attorno all’APU, la posizione compatibile con le memorie GDDR6. Gli altri tre sono vicini allo slot M.2, e con ogni probabilità sono NAND e controller dell’SSD interno: non abbiamo verificato le sigle una per una, quindi li lasciamo per quello che sono.
Una precisazione che serve, perché in giro si legge il contrario: qui l’interfaccia sui chip di memoria è pasta, non un elemento preformato.

Perché le memorie hanno bisogno di un’interfaccia termica dedicata
Le memorie non dissipano quanto l’APU, ma dissipano, e stanno sotto la stessa piastra che deve portare via il calore del processore. L’interfaccia fra il package del chip e la cold plate è l’unica strada che quel calore ha per uscire: sotto c’è la PCB, sopra c’è aria finché non trova metallo.
Il problema pratico è che nessuno se ne accorge. La console non mostra da nessuna parte una temperatura delle memorie, e quando la pasta termica memorie PS5 perde efficacia il sintomo non è un errore dedicato: è la ventola che sale di giri prima, la scocca che scotta di più, e prima o poi lo spegnimento. Le stesse cose con cui il cliente si è presentato al banco.
Compound esausto: come si riconosce
Il compound che abbiamo trovato su questa scheda è quello originale di fabbrica, mai toccato prima. Si riconosce dalla forma: blob tondi, depositati a dosatore, che non seguono il footprint rettangolare del chip sotto.
Ogni blob ha il centro strappato e scurito, e quello strappo è la firma di una rottura coesiva: il compound non si stacca pulito dal chip, si spacca nel proprio spessore, che è il modo in cui questi compound invecchiano quando non riescono più a deformarsi.
Un compound in quelle condizioni non lavora più come interfaccia termica. Fa il distanziale.
Perché non va bene “una pasta qualsiasi”
Sui chip di memoria l’interfaccia lavora su uno spessore maggiore rispetto al contatto fra die e piastra, e la piastra non appoggia su tutti i chip con la stessa pressione. Serve un prodotto che regga quel gap senza colare con la console in verticale e senza svuotarsi dal centro nei cicli di riscaldamento e raffreddamento, che è precisamente il modo in cui il compound originale è arrivato nello stato in cui l’abbiamo trovato.
Poi c’è il contorno. Attorno ai chip ci sono condensatori e resistenze, quindi sulla pasta termica memorie PS5 vale una regola sola: non conduttiva. Il metallo liquido resta sul die dell’APU e non si sposta di lì.
VRM e rimozione della staffa a X dell’APU
Il compound di fabbrica non finisce sui chip di memoria. Sulle foto lo si vede anche sui MOSFET del VRM PS5 e sulle teste dei condensatori polimerici accanto, screpolato dove è stato compresso più a lungo.
La sezione di alimentazione dell’APU commuta corrente alta e quel calore va tolto dai componenti che la gestiscono. La pasta termica VRM PS5 è la parte di lavoro che salta più spesso, perché è quella che nessuno vede.

Nello scatto si vede anche la staffa a X APU PS5 smontata e appoggiata di lato. È il ponte metallico che dà la pressione di contatto al processore: va tolta per lavorare puliti sul die e sui componenti attorno, e va rimessa serrando in sequenza incrociata, perché una pressione sbilanciata si paga tutta sul contatto termico.
Scheda madre EDM-010: che console è
La scheda è una EDM-010, part number di PCB 100889011. Il southbridge è un SIE CXD90061GG con date code 2049, cioè la settimana 49 del 2020.
Altri componenti sulla stessa scheda portano date code del 2021, quindi l’assemblaggio è successivo: è hardware di prima serie, quello dei primi anni di vita della console, con lettore disco. Sono le console che hanno accumulato più ore, e sono quelle che stanno arrivando adesso al punto in cui l’interfaccia termica di fabbrica ha finito il suo ciclo. La revisione PS5 EDM-010 è la prima, quella con il dissipatore più pesante e con lo schema termico descritto qui sopra.
Perché la “pulizia PS5” da 49 euro non è questo lavoro
La pulizia a listino è un intervento onesto e ha senso quando il problema è solo la polvere: si smonta, si soffia, si pulisce ventola e dissipatore, si rimonta. Su una console con il compound ancora in salute risolve. Su questa non avrebbe risolto niente, perché il compound in salute non c’era più.
Due ore di banco, 120 euro
Il lavoro effettivo è stato di circa due ore: smontaggio completo, rimozione della polvere infeltrita dal telaio, rimozione del compound originale degradato, rifacimento della pasta termica sui chip di memoria e sui VRM, rifacimento del metallo liquido sull’APU, rimontaggio. Prezzo applicato: 120 euro.
È una voce diversa dalla manutenzione con metallo liquido che trovi a 79-99 € nel listino prezzi aggiornato. Non è un rincaro: è un intervento più esteso, che aggiunge il rifacimento del compound su memorie e VRM, e come manutenzione termica completa PS5 Torino la banda che applichiamo è 109-139 € a seconda di quanto si trova sotto la piastra.
Se ti stai chiedendo se la tua console sia arrivata a quel punto, nel nostro approfondimento trovi ogni quanto fare manutenzione termica alla PS5 e i segnali da guardare prima che si spenga da sola.
Hai una PS5 di prima serie che scotta, rallenta o si spegne durante il gioco? Portacela in laboratorio e guardiamo cosa c’è sotto la piastra.
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